Articolo di
Mario Raciti

Illustrazioni
a cura di
Mario Raciti

Bibliografia consigliata
W. GREEVER, La corsa all'oro (Il Saggiatore)
P. ULRICH, L'America alla conquista del Far West (Ferni)
P. PIERONI, L'epopea del Far West (Mondadori)
G. ROSA, W. DAVIS, Il West (DeAgostini)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


LA CORSA ALL'ORO
 

La corsa all'oro in California, come anche quelle in Colorado, Nevada, Montana e Klondike, fu un evento destinato a cambiare profondamente la storia, la geografia e l'economia degli Stati Uniti, ma soprattutto della California.
Tutto iniziò il 24 Gennaio 1848 quando un lavoratore alle dipendenze di John Sutter, James Marshall, scopre, durante l'allargamento di una fossa destinata all'uso di un mulino, alcune pietruzze gialle e luminose. Facendole controllare da alcuni suoi amici e dal suo padrone, si scoprì ben presto che quelle pietre erano d'oro, oro purissimo.
Sutter, alla scoperta, tentò di calmare gli ardori dei suoi dipendenti cercando di evitare che la voce della scoperta si spargesse oltre la sua proprietà.
Fece ciò perchè non voleva che i suoi possedimenti, che coprivano la maggior parte della California settentrionale e che egli aveva chiamato «Nuova Svizzera», venissero attraversati e di conseguenza distrutti, da tutti gli aspiranti cercatori d'oro che senza dubbio sarebbero spuntati una volta confermata la situazione.
Non riuscì nel suo intento, e per di più perse anche i suoi lavoratori, che scapparono via alla ricerca del prezioso metallo giallo.

«Oro, oro, oro dell'American River!». Tutto ciò accadde nella regione di Coloma, a nord dello Stato.
Nel giro di poche ore, la voce della scoperta dell'oro raggiunse San Francisco, grazie ad un vecchio commerciante mormone, Sam Brannan, che, ottenuta la conferma della voce, iniziò a gridare per le strade della città: «Oro! Oro! Oro dell'American River!». In questo modo nacque la famosa "Febbre dell'oro".
San Francisco si svuotò. Dei quattrocento abitanti che vi risiedevano, la popolazione scese alla miserabile cifra di cinque unità, il tutto nel giro di pochi giorni.
Il commerciante mormone, che provocò la corsa all'oro, pensò bene di installare un emporio lungo la strada per Coloma, e con ciò fece fortuna: vendeva alimenti e attrezzi a prezzi esorbitanti che i cercatori d'oro, ansiosi della scoperta e di andare alla ricerca e all'avventura, pagavano senza battere ciglio. Presto anche gli albergatori, i proprietari di spacci e di saloon, presero la buona abitudine di alzare notevolmente i prezzi, e così San Francisco diventò la città più cara d'America. Nel frattempo siamo già nel 1849, inizio della grande affluenza di aspiranti minatori. Proprio per questo, tutti i nuovi cercatori d'oro venuti in California per fare fortuna, vennero soprannominati «Forty-niners», letteralmente «Quelli del '49».

 

Vita da cercatori. I cercatori d'oro, che tanto sono rimasti, insieme al cowboy, nell'immaginario collettivo che si ha del Far West, furono una delle razze più forti dell'America, e quella che più di chiunque altra diede l'impulso e l'attività alla nascita e alla crescita della forza economica degli Stati Uniti.

Coloro che si riversarono in California in quegli anni turbolenti erano per la maggior parte uomini che non avevano più nulla da perdere, ma solo da guadagnare: debitori, disperati, disoccupati, sbandati, fuorilegge, esiliati, oppure uomini che cercavano sempre il sapore dell'avventura oppure ancora, sebbene in minoranza, anche speculatori, affaristi, trafficanti, mercanti, usurai e strozzini che si avventuravano in quelle selvagge contrade con l'unica prospettiva: far soldi. Essi non cercavano concessioni su cui scavare, non arrivavano in California con pale e picconi, né vestiti alla meglio e neppure con la lunga barba incolta: non cercavano l'oro. Cercavano solo chi cercava l'oro al fine di vendergli qualsiasi cosa, anche ciò di cui non aveva bisogno.
Quelli che invece potevano venir considerati veri e propri cercatori d'oro erano parte di quella classe che faceva del lavoro e dell'avventura la loro forza e il loro punto d'onore. Recarsi a piedi nei punti più impervi delle montagne, attraversare fiumi, rimanere ore inginocchiati nelle acque gelide di un torrente, spostarsi qua e là per le rive dei corsi d'acqua per chilometri e chilometri, riuscire a sentire l'odore dell'oro, il ricco giacimento e quindi scavare, scavare, e ancora scavare erano abitudini ormai radicate nello spirito di quei rozzi, sporchi e analfabeti uomini che a tali lacune però contrapponevano un coraggio raro a trovarsi anche ai giorni nostri. Non rimpiangevano la scelta di quello che avevano fatto, né di essere quel che erano. Coraggio, perseveranza ed un piccone e un setaccio: ecco gli elementi per formare un cercatore d'oro degno di questo nome.

Giungevano isolati o a piccoli gruppi, con qualsiasi mezzo di trasporto l'uomo (e la natura) avevano creato: a cavallo, a dorso di mulo, con un carro o un carretto, a piedi, in battello, in canoa, in zattera, a nuoto. In ogni caso, in quell'avventura vi si buttavano contro a testa bassa e pronti ad affrontare di petto qualsiasi situazione, pur di arricchirsi.


Alla conquista di un miraggio. La notizia della scoperta dell'oro in California, insieme alle grida e ai richiami di Brannan, fece il giro del mondo.
Fu così, quindi, che iniziò la corsa all'oro. Migliaia di persone, da tutto il mondo, lasciavano i propri lavori per correre fino alla costa del Pacifico. Lo facevano per cercar fortuna in breve tempo, ma anche perchè le notizie e le informazioni che ricevevano coloravano e disegnavano la California come la terra più ricca del mondo. In effetti l'oro non mancava. Ma non era semplice riuscire a prenderlo, almeno che esso non si trovasse sotto forma di pepite o pagliuzze nei letti dei fiumi. Questo tipo di giacimento fu quello più diffuso in California. Ma non durò molto. Nel giro di pochi anni, fino al 1851/52, si erano esauriti, dal momento che la maggior parte dell'oro della California giaceva nei fianchi delle montagne, a metri di profondità, e solo chi poteva permettersi l'attrezzatura adatta - e molto costosa - riusciva a raccoglierlo.
Così ci furono lotte anche per la conquista delle terre su cui scavare. Esse non mancavano, in California, ma non tutte nascondevano oro e non tutti arrivarono in tempo per aggiudicarsele. Coloro che, nel 1852, arrivati in California non riuscirono a trovare possibilità di scavare, avrebbero potuto rifarsi con un altra corsa, quella in Colorado, che nel frattempo era scoppiata, sancendo la fine di quella californiana.

Città e fuorilegge. Dove nascevano grosse proprietà di scavi, nascevano le città. Cumuli di tende e misere baracche venivano issati in pochi giorni e altrettanto velocemente venivano abbandonati, quando la terra non era più in grado di dare i suoi frutti. Queste misere cittadine, nel gergo del West sono chiamate Boom Town.
San Francisco, invece, dopo essere stata quasi abbandonata, venne risvegliata e fatta rinascere, e in breve tempo diventò rivale delle più famose città dell'Est. Gioiellerie, sale da gioco e da ballo, eleganti saloon, teatri e persino una Borsa, formavano quella che era diventata una ricchissima città, dove oro, dollari e whisky scorrevano a fiumi.
E' comunque naturale che, dove c'è ricchezza, c'è anche delinquenza. E San Francisco, oltre che la più ricca, diventò anche la più "cattiva" città d'America. Ma non fu l'unica, ovviamente. Città come Nevada City, Coloma, El Dorado, Diamond Spring, Hangtown, attiravano una moltitudine di cattive figure, loschi mercanti, ladri e assassini. E contro di essi, e contro i loro crimini, la polizia non riuscì, o non volle, prendere provvedimenti, così si arrivò alla nascita delle prime squadre di vigilantes. Questa illegale forma di polizia era costituita da cittadini stanchi dei continui crimini e si era assegnata il compito di far velocemente piazza pulita di tutti i colpevoli.
Chiunque avesse violato la legge, e veniva catturato, veniva giudicato da una giuria riunita velocemente sul luogo e impiccato all'albero più vicino.
Questa forma di giustizia appariva spietata e rude agli occhi degli altri abitanti e cercatori d'oro, ma era l'unica che riusciva a mettere davvero ordine nelle città. Grazie a questi vigilanti, il tasso di criminalità scese di parecchio, e chiunque aveva intenzioni ostili o immorali ricevette un duro e preciso avvertimento grazie alle gesta di questi "giustizieri".

Questo è ciò che accadde durante le corse all'oro americane. Quella californiana finì nel 1852, ma già allora ne era iniziata un'altra, quella verso le Pike's Mountains in Colorado, poi in Nevada, Arizona (dove si scoprì anche l'argento, nella zona di Tombstone), Montana e Alaska, ultima tappa di uno dei principali elementi che formarono il Far West.