LE SCHEDE DEI MIGLIORI VIDEOGIOCHI AMBIENTATI NEL VECCHIO WEST


DESPERADOS

Genere Strategico - Visuale Panoramica in terza persona - Produttore Infogrames - Sviluppatore  Spellbound - Distributore Infogrames - Anno 2001 - N. Giocatori 1 - Lingua Italiano - Piattaforma PC - Supporto CD

Descrizione. Riprendendo le sembianze e le funzioni della mitica serie di Commandos gli sviluppatori di Desperados hanno plasmato e creato un ottimo videogioco interamente calato in una ambientazione ed in un periodo storico solitamente insoliti per il mondo dei videogiochi. In questo strategico, invece, il Vecchio West rivive più bello che mai, ricreato in modo assolutamente veritiero e con tutti i clichè del genere, a cominciare dalla colonna sonora, degna di Ennio Morricone. Il gioco ci offre una permanente panoramica dall'alto, permettendoci di poter guardare a 360 gradi il paesaggio circostante semplicemente con un movimento del mouse. La possibilità di controllare uno alla volta (o anche tutti insieme) i personaggi ci permette di avere sempre a disposizione elementi nuovi per svolgere la missione nel migliore dei modi. I protagonisti infatti saranno 5: John Cooper, il protagonista, pistolero vecchio stile maestro nell'uso della pistola e del coltello; Kate, prostituta d'alto borgo, infallibile nella seduzione e nei trucchi con i vari "attrezzi" da donna (specchietti e scarpe con tacchi) oltre che con la Derringer; Sam, nero insuperabile col fucile e con la dinamite, oltrechè con i serpenti; Sanchez, messicano tutto forza che se la cava bene con il canne mozze e la bottiglia di tequila, senza però disdegnare anche l'uso dei sassi; Lia, cinesina tutto pepe che utilizza abilmente cerbottane e bombe accecanti oltre che amica di una simpatica scimmietta.
I personaggi - eccetto l'ultimo - sono tutti utilissimi perchè ci danno la possibilità di variare armi e situazioni, ma sono comunque più diretti all'utilizzo in ambienti e livelli appositamente creati per far risaltare meglio le doti e le abilità di ognuno di loro.
In Desperados viene quindi ricreato fedelmente l'ambiente del Sud-Ovest americano, particolarmente la zona occidentale della Lousiana e quella orientale del Texas, senza dimenticare anche il Messico. Ci sposteremo quindi tra canyon assolati, villaggi polverosi, vecchie miniere, ghost town umide, praterie sterminate, boschi fatiscenti, deserti alcalini, haciende rumorose...
La visione in 2D ci renderà la vita un po' difficile, ma dopo un po' d'esercizio riusciremo a prenderci la mano e a saperci destreggiare tra le numerosi funzioni.

Grafica 7 - Sonoro 7,5 - Giocabilità 6 - Longevità 8 - IA 7 - Animazioni 7
 


RED DEAD REVOLVER

Genere Sparatutto - Visuale Terza persona - Produttore Rockstar Games - Sviluppatore  Rockstar San Diego - Distributore Take 2 - Anno 2004 - N. Giocatori 1 (4 in multiplayer) - Lingua Italiano - Piattaforma PC, Xbox, PS2 - Supporto DVD

Descrizione. Ecco un ottimo gioco che risolleva e fa ripartire il genere in campo videoludico. Red Dead Revolver rivoluziona i western in terza persona e ci offre per la prima volta uno stile di gioco assolutamente nuovo e, soprattutto, perfettamente giocabile. Ambientato in un luogo non ben precisato del West, il gioco ci permette di vestire i panni di Red, giovanotto rimasto orfano dopo l'uccisione dei genitori da parte di un gruppo di banditi capeggiati da un losco Colonnello. Il giovane riesce ad amputare il braccio del nemico con un colpo di pistola, e questo sarà l'indizio che lo porterà alla ricerca del carnefice dei suoi genitori. Trama classica ma ben sviluppata, in terza persona, anche questa ci dà la possibilità di utilizzare altri giocatori durante il gioco (tra i tanti, una giovane ranchera, un gambler azzimato e uno spietato Generale dell'esercito) per poter portare a termine le missioni. La grafica è stata appositamente "trattata" per dargli una visione prettamente d'epoca, con leggeri rumori e piccole macchie tipiche delle pellicole antiche; la tonalità seppia di alcune sequenze è poi veramente un tocco di originalità. Non mancano però alcune discrepanze, come alcuni particolari anatomici dei personaggi un po' troppo spigolosi. Un altro punto a sfavore sono le armi: nonostante le ottime riproduzioni grafiche, ad esse sono stati assegnati nomi di fantasia (p.e. vedremo chiamare "Scorpion" una bella Colt Navy decorata, o "Falcon" un semplice Winchester).
Ma sono pochi difetti in rapporto alla qualità del gioco: la visuale in terza persona è perfetta per lo stile di gioco che si prefigura RDR, che introduce anche un nuovo sistema di duello basato - come ci hanno insegnato i film western - sulla velocità di estrazione e di puntamento dei centri vitali del nemico, che sono un'altra introduzione: l'opzione "Occhio di falco" permette di rallentare il gioco e piazzare i sei colpi della nostra Colt nei punti vitali del nostro nemico tramite un veloce puntamento col mirino nelle rispettive zone che vogliamo colpire: una volta terminato il ralenty, la Colt lascerà partire a ripetizione i sei colpi, che centreranno i bersagli e - se siamo fortunati - uccideranno il malvivente.
Altre aggiunte in-game sono la possibilità di scelta di armi prima di una nuova missione e alcuni intermezzi tra una missione e l'altra ambientati nella cittadina di Brimstone, dove potremo girare liberamente (senza armi!) e visitare alcuni luoghi cult dell'aspetto urbano del West: il saloon, l'armaiolo, la banca, il drugstore. In tutti possiamo acquistare merce e accessori, che ci permetteranno o di incrementare il numero di personaggi da poter scegliere nel multiplayer, o di sbloccare pagine del diario o livelli del multiplayer.
Quest'ultimo è un'altra rivoluzione in questo gioco: all'interno di esso vi possono partecipare fino a 4 giocatori, ed è possibile organizzarli in squadre oppure gestirsi ognuno da sè. I livelli in cui si può giocare in multiplayer sono parecchi, e tutti rivisti durante il gioco principale. Vari sono anche le modalità di gioco.
Il Diario dello sceriffo di Brimstone è un'altra gustosa aggiunta a questo gioco, che ci rivela sempre nuove sorprese: durante il gioco principale, acquistando oggetti o risolvendo le missioni secondo certi target, potremo sbloccare le pagine del diario che ci racconteranno la storia del Territorio dove è ambientato il gioco, i personaggi - buoni e cattivi - che lo popolano, le città, i villaggi, i forti e gli insediamenti che lo costellano e le armi che si possono utilizzare.
La visuale in terza persona - ripeto - ci permette di gustare a tutto tondo le belle ambientazioni: piccole cittadine polverose, canyon abbacinati dal sole, assalti ai treni o alle diligenze, caverne e miniere pericolanti, forti invulnerabili, saloon fumosi...
Un gioco elettrizzante, che non mancherà di giustificare un seguito, in uscita tra il 2007 e il 2008.

Grafica 7,5 - Sonoro 7 - Giocabilità 8 - Longevità 7 - IA 7 - Animazioni 6,5
 


GUN

Genere Sparatutto - Visuale Terza persona - Produttore Activision - Sviluppatore  Neversoft - Distributore Activision - Anno 2006 - N. Giocatori 1 - Lingua Italiano - Piattaforma PC, Xbox, PS2, Xbox360 - Supporto DVD

Descrizione. Gun si ripropone come il continuum del genere western nel mondo dei videogiochi. Dopo Red Dead Revolver si passa a quest'altro titolo altrettanto valido, e con non poche sorprese al suo interno, sia in ambito di giocabilità che in ambito di grafica.
La trama si aggrappa e si snoda sulle vicende del protagonista, Colton White, che vede il padre ucciso da un reverendo di nome Reed che, in preda alla pazzia per la ricerca di un oggetto misterioso, dà alle fiamme il battello su cui Colton e Ned, suo padre, viaggiavano. Ned rimane ucciso, ma prima di morire rivela a Colton che egli non è il suo vero padre, e quindi gli consegna un gettone da presentare al saloon di Dodge City e chiedere di Jenny. Così parte la storia di Gun, che ci fornirà tutti i mezzi necessari per scoprire chi è veramente quel Reed, cosa cercava e soprattutto chi era l'organizzatore di tutto ciò che Colton aveva visto e vissuto.
Il gioco ci offre la classica visione in terza persona e, punto di forza assoluto, una libertà d'azione mai vista in altri videogiochi western. Questa caratteristica gli è valso l'appellativo di "GTA Western" e ha contribuito non poco ad alzare alle stelle il livello di qualità del gioco.
Ambientato - sembrerebbe - nel Kansas, l'ambientazione ci offre una vastissima gamma di luoghi da poter visitare liberamente sia a piedi che a cavallo (si possono rubare facilmente, anche quelli selvaggi). Le zone di gioco e di esplorazione sono numerosissime e spaziano dalle due cittadine lungo la ferrovia alla zona mineraria ricca di costruzioni (non esplorabili), dal grande lago alle praterie piene di bisonti e mustang, dal deserto infuocato alle montagne con sentieri ripidissimi, dal ranch alle zone verdeggianti dove scorre il fiume, dalle gallerie naturali attraverso cui scorre la ferrovia al villaggio indiano, dall'accampamento dei banditi alle valli popolate da lupi e coyote. Attraverso questi luoghi è possibile interagire con l'ambiente, per cui si può sparare ai lupi o ai falchi, inseguire i bisonti, rubare e domare mustang selvaggi, inseguire ed uccidere bande di fuorilegge, il tutto con la massima libertà.
L'atmosfera che si respira ci dà la sensazione di essere lì, grazie all'eccellente grafica sviluppata per poter rendere al meglio le affascinanti distese e contrade del West. E' molto reale per esempio la polvere che sollevano i cavalli al galoppo, o il fumo che esce dalle bocche delle armi dopo ogni sparo oppure ancora il riverbero del sole sulla sabbia del deserto o sulla superficie di fiumi e laghi.
Oltre alla possibilità di esplorazione, Gun ci offre anche modalità di gioco ulteriori, da organizzare secondo i propri gusti: il gioco prevede infatti missioni secondarie come inseguire e uccidere i ricercati (è possibile trovare gli avvisi di taglia appesi in varie costruzioni), cercare l'oro, aiutare il ranchero locale a radunare la mandria o a sterminare i ladri di bestiame, uccidere animali pericolosi, diventare vice sceriffo o Pony Express; il tutto assolutamente organizzabile secondo i propri criteri, essendo le missioni slegate dalla trama principale e non propedeutiche. Un'altra gustosa aggiunta è il poker, giocabile (anche barando!) all'interno del saloon "Alahambra" di Dodge City.
Passiamo adesso ai difetti del gioco: il principale è sicuramente la brevità generale. Missioni troppo corte e troppo poche, che renderebbero il titolo troppo piatto se non fosse per le missioni secondarie, tuttavia anch'esse troppo facili e per nulla longeve. Altro piccolo difetto è riguardo i comandi, che sono un po' troppo difficili da ricordare e da ritrovare nei momenti di tensione (parlo ovviamente per la versione Xbox).
Il gioco prevede anche il Live che, dai commenti su internet, sembra molto più affascinante del gioco in sè, anche per via del numero di partecipanti.
In definitiva, Gun è un titolo tutto sommato non proprio perfetto, anche se la grafica e la grande libertà d'azione fanno rimanere il livello del gioco un po' più in alto. Il punto debole è sicuramente la brevità del titolo, sebbene la sceneggiatura sia d'eccezione.

Grafica 8 - Sonoro 6,5 - Giocabilità 7 - Longevità 6 - IA 7 - Animazioni 7
 


DEAD MAN'S HAND

Genere Sparatutto - Visuale Prima persona - Produttore Atari - Sviluppatore  Human Head Studios - Distributore Atari - Anno 2000 - N. Giocatori 1 - Lingua Italiano (sottotitoli) - Piattaforma PC, Xbox - Supporto DVD, CD

Descrizione. Seguendo le orme di Desperados, e anticipando quelle dei vari Gun, Red Dead Revolver, Call of Juarez, Desperados 2, Dead Man's Hand ci fornisce una prova discreta del fatto che il western è rappresentabile videludicamente pur senza strafare nella realizzazione e nella presentazione al pubblico.
Questo gioco è un semplice e lineare intermezzo tra i grandi capolavori western, e non ci si può aspettare da esso granchè, pur avendo in ogni caso numerosi punti a favore.
El Tejon è il personaggio principale che ci vedrà protagonisti di questo gioco. Questo bandito messicano, stanco della violenza dei suoi nove compagni e abbandonato per morto da essi, decide di prendersi la sua vendetta e parte alla ricerca dei suoi ex amici, con lo scopo di farli secchi tutti. La trama, giustificata sul classicissimo tema della vendetta, si rivelerà una sorpresa, perchè ci permetterà di viaggiare in posti molto affascinanti ma che la visuale in prima persona, a mio avviso, spreca e stravolge.
La grafica non è delle migliori, in pratica possiamo definirla con un solo termine: tirata via. Poco approfondita e particolareggiata, rimane discreta per la grande diversità di ambienti che presenta, e che alla fin fine riusciremo ad accettare. E forse è proprio per questo che gli sviluppatori hanno deciso di non perderci troppo tempo, preferendo la quantità alla qualità.
Un gran bel punto di forza del gioco sono senza ombra di dubbio le armi: riproduzioni perfette delle più e meno famose pistole e fucili del West, che spaziano dalla classica Peacemaker alla Pepperbox a quattro colpi, passando anche per la sconosciuta Volcanic, da due versioni di fucile a canne mozze all'anch'esso sconosciuto fucile a ripetizione Colt, al Winchester, poi anche coltelli e dinamite. Tutte riproduzioni diverse da loro per meccanismo di caricamento e rumore di sparo, e ovviamente anche per prestazioni.
Le ambientazioni, dicevamo, sono diversissime e ci danno la possibilità di incamminarci lungo le strade di fatiscenti ghost town, attraverso deserti accecanti, dentro luride e puzzolenti prigioni messicane, lungo cittadine di Frontiera "civilizzate" (tipo New Orleans), in piccole boom town minerarie, in accampamenti di trapper, attraverso boschi e dentro labirintici villaggi indiani di pietra. Una varietà incredibile di ambientazioni, che hanno il pregio di non far stancare l'occhio al giocatore e di rendere al meglio anche l'utilizzo delle armi.
Il Live integrato, parlo per la versione da PC, è senza ombra di dubbio favoloso, sempre affollato da una marea di giocatori e soprattutto longevo, oltre che divertente. E' altresì possibile scaricare nuovissimi livelli per integrare le ambientazioni del Live, dal sito www.deadmanshand.tk
Per chiudere, Dead Man's Hand è un ottimo "intermezzo" tra tutti gli altri videogiochi western, buono per assaporare nuove ambientazioni. La trama, pur non essendo corta, non è molto ben definita a causa della facilità delle missioni.

Grafica 6,5 - Sonoro 7 - Giocabilità 7 - Longevità 6 - IA 5 - Animazioni 6
 


CALL OF JUAREZ

Genere Sparatutto - Visuale Prima persona - Produttore Deepsilver - Sviluppatore  Techland - Distributore Koch Media - Anno 2007 - N. Giocatori 1 - Lingua Italiano - Piattaforma PC, Xbox360 - Supporto DVD

Descrizione. Ecco l'eccezione di come, graficamente, si possa arrivare alla perfezione, anche in videogiochi di ambito western. Call of Juarez è, però, uno dei tanti videogiochi che fa della grafica il suo punto di forza, lasciando a desiderare nella trama e, in questo caso, anche nel rispetto al genere.
Ma partiamo dall'inizio, la grafica. Call of Juarez è un gioco pesantissimo, che necessita di computer potenti per poter girare alla perfezione ed evitare (ulteriori, capirete poi il perchè) impacci e rallentamenti. Ciò è naturalmente dovuto alla perfezione della grafica. Personaggi e ambiente sono realizzati in modo impeccabile, e il tutto è perfettamente visibile anche con i parametri di configurazione grafica impostati al minimo. Gli sviluppatori hanno senza dubbio lavorato ottimamente su questo titolo e un elemento per tutti che confermi ciò è la bellezza dei paesaggi che attraverseremo lungo il gioco.
Le noti dolenti, però, arrivano per tutto il resto. La trama, seppur originale rispetto ad altri videogiochi del genere, cade sul suo sviluppo e sui modi di poterla affrontare e superare. In poche parole, è la storia di due vagabondi, Billy - giovanotto scappato di casa -, e Ray - predicatore con la pistola. Billy va alla ricerca del famoso tesoro di Juarez, seppellito da qualche parte nel Messico, ma numerose situazioni ribaltano la scena e così vedremo il predicatore sulle tracce di Billy, reo di aver ucciso i suoi genitori. Nel gioco impersoneremo alternativamente entrambi i personaggi. Ritornando al suo sviluppo e al suo approccio, grande difetto è la mancanza quasi assoluta (e forse, anzi, potremo anche togliere il quasi) di sparatorie, cardine e cuore di ogni western che si rispetti. Invece, il gioco è incentrato al 99% su modalità cosiddetta stealth, cioè si basa su movimenti precisi e sul silenzio per poter portare a termine le missioni (stile Splinter Cell, per intenderci). Inoltre, a rendere ancor peggio l'approccio degli sviluppatori al western, è anche la presenza di missioni che necessitano di risolvere piccoli enigmi per poter procedere. Vi renderete conto ancor di più di queste affermazioni quando arriverete all'ultima missione del gioco.
Questo titolo, di western ha solo le ambientazioni dei primi livelli - bellissime le ricostruzioni dei villaggi e dei ranch, oltre che delle praterie - e le armi (molto esigue, tuttavia, con le classiche Colt, qualche Schofield ed il classico Winchester), nonostante la presenza costante della frusta, stile Indiana Jones. Ma ha anche alcuni simpatici accorgimenti che difficilmente si trovano in altri videogiochi del genere: per esempio, l'uso continuo di un'arma rende quest'ultima completamente inutilizzabile, tanto che il personaggio la getterà via, dopo aversela vista esplodere in mano. Poi, la possibilità di interagire con l'ambiente, per esempio afferrando scatole e casse, bidoni del latte e cestini e lanciarle addosso ai nostri nemici. Un ruolo determinante lo ha anche il fuoco, con cui è possibile, per esempio lanciando una lampada, incendiare un carro, una balla di fieno o una baracca e costringere chi vi si rifugia ad uscire, oppure bruciandoli vivi (risparmiando pallottole, sempre preziose). Gli sbuffi di fumo e terra prodotti dall'impatto di un proiettile, le nuvole di polvere e terra che si alzano cavalcando o camminando, il movimento dell'erba e dell'acqua, la bellezza degli ambienti, i movimenti fluidi dei personaggi, la molteplicità di mosse e movimenti rendono il gioco perfetto sotto il punto di vista che non sia quello della trama e della giocabilità. Che viene portata quasi all'esasperazione dagli interminabili caricamenti, a volte - spesso - molto molto molto lunghi.
Il multiplayer è assente, a differenza del Live, in cui è possibile affrontare altri appassionati via internet, in numerose missioni e obiettivi, uno diverso dall'altro.

Grafica 10 - Sonoro 7,5 - Giocabilità 6 - Longevità 6 - IA 7 - Animazioni 8